I MEDICI – UNA DINASTIA AL POTERE Matteo Strukul

Newton Compton 2016 – Premio Bancarella 2017

“… AGOSTO 1430 – I palafreni sfrecciavano sul viottolo sterrato. Sulla destra, i campi biondi di grano riempivano lo sguardo a perdita d’occhio. A sinistra, le chiome verdi dei cipressi impettiti si allungavano come fiamme scure contro il cielo affogato nell’indaco. Cosimo sentiva il sudore allagargli il collo. Le gocce stillavano senza posa e il colletto gli si era appiccicato alla pelle, inzuppandosi. Diede di sprone al cavallo che aumentò l’andatura. Lorenzo, sul suo sauro, faceva quasi fatica a tenergli dietro. Non c’era tempo da perdere, voleva arrivare al più presto. …. Cosimo diede ancora di sprone. Strinse i fianchi del suo baio dal mantello lucido. Sorrise: di fronte allo splendore della campagna fiorentina e al vento sferzante che gli soffiava gentile il volto. I lunghi capelli neri galleggiavano nell’aria azzurra“.

DOMANDA 1 – perché in agosto non hanno ancora mietuto?

DOMANDA 2 – perché il sudore allaga il collo e il colletto è appiccicato alla pelle mentre con la velocità del cavallo e il vento sferzante ci si aspetta una sensazione diversa

DOMANDA 3 – perché mentre Cosimo, già lanciato in velocità, dà un ulteriore sprone al cavallo stringendone i fianchi, sorride. Ci si aspetta almeno una smorfia di energia e impegno.

DOMANDA 4 – “le chiome verdi dei cipressi impettiti si allungavano come fiamme scure contro il cielo affogato nell’indaco”. A parte la stucchevolezza della descrizione, come possono i cipressi essere al contempo impettiti e richiamare il ben preciso movimento delle fiamme.

DOMANDA 5 – per un lettore “normale” le critiche precedenti sono da derubricare a dettagli trascurabili?

 

Mentre il gran capitano stava appeso alle mammelle della contadina, l’altra ragazza gli abbassò la calzabraca. Gli afferrò il membro, lasciando che le unghie gli solleticassero lo scroto, facendolo gemere di desiderio. Poi lo avvolse nelle labbra piene e umide. A Sforza parve di essere arrivato dritto in paradiso. Donne e armi: ecco la sua passione. E mentre se ne stava in simili faccende affaccendato, concluse che sempre più avrebbe dovuto incoraggiare quella sua vena, poiché gli anni passavano e lui, in fin dei conti, avrebbe ben dovuto pensare a costruirsi un’onorata vecchiaia.”

DOMANDA 6 – Ma benedetto Sforza! Perché mai, mentre ti sta prendendo l’uccello in mano, stai lì a pensare che gli anni passano e che devi costruirti un’onorata vecchiaia! Dimmi perché.

DOMANDA 7 – c’è qualcosa di meno letterario di locuzioni o espressioni trite e ritrite del tipo: “gemere di desiderio”, “arrivare in paradiso”, “donne e armi”, “essere affaccendato in faccende”, “onorata vecchiaia”, per di più concentrate in un unico paragrafo.

DOMANDA 8 – Conclusione – ormai è certo: c’è qualche oscura macchinazione per cui a  volte mi fanno capitare libri con stessa copertina ma contenuto diverso rispetto agli originali (che leggono altri e) che ottengono badilate di commenti entusiasti e incensati

GIUDIZIO_27

 

 

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